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Neri

 

Sorprende pensare che una giovane artista come Sara Pellegrini nell'arco di una decina d'anni abbia stravolto la propria ricerca, raggiungendo via via degli obiettivi e subito dopo ponendosene degli altri. Eppure i vari cicli pittorici rappresentano proprio i gradini di una crescita esponenziale, il cui traguardo è sempre stata la sintesi. Invece di aggiungere elementi sul quadro, arricchendolo solo apparentemente o piuttosto rendendolo più decorativo, l'autrice termolese ha tolto il più possibile, per arrivare all'essenza del suo pensiero e riuscire a trasmetterlo con pochissime battute al suo pubblico.

 

Ogni privazione è stata sofferta, da quella della figura, che non le ha permesso di ricondurre i suoi lavori a forme riconoscibili e dunque più semplici da guardare, a quella del peso, a cui a un certo punto ha provato a non aggrapparsi più. Ma da alcuni anni Pellegrini ha perso l'appiglio fondamentale per tutti gli artisti: il colore. Si è resa conto che sperimentare inizialmente toni molto scuri, poi solamente il nero intervallato da piccoli tocchi di oro, le restituiva una profondità mai avuta prima.

 

Probabilmente si tratta di una percezione personale del colore, così che l'animo dell'artista si è sintonizzato alla perfezione con il mood di questa tinta. Il nero, in quanto impressione visiva risultante dalla combinazione di tutti i colori della luce assorbiti, le ha permesso di fare un'attenta analisi dell'elemento luminoso; in particolare l'ha incuriosita l'incidenza della luce sui diversi materiali utilizzati, dalla tela all'alluminio, fino ai poliuretani che risultano la sua scoperta più recente. Una delle opere appartenenti a questa fase di ricerca, Nero 2011, segnalata dalla giuria del XXXVII Premio Sulmona, dimostra come l'artista abbia imparato a usare il colore e la luce non solo come mezzi per restituire l'immagine, ma anche come veicoli per una spiritualizzazione della materia pittorica. Qui tutto serve a interiorizzare il lavoro dell'autrice, anche quei pochi frammenti di oro leggermente sporco, che non riflettono, ma emanano luce, come vuole quell'arte bizantina a lungo studiata da Sara Pellegrini per tutta la sua produzione di arte sacra.

 

Citazione Neri

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